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Linea Cadorna

Esplorazione in uno dei settori più interessanti della Linea Cadorna. 
 
Voluta concepita e costruita dall'Esercito italiano fra periodo precedente l'inizio della Grande Guerra e le prime fasi del conflitto vero e proprio, temendo un importante invasione del territorio italiano dalla Svizzera. Ma i fatti bellici poi concentrano tutte le attenzioni sul confine orientale e quindi nel tempo totalmente abbandonata dopo Caporetto. Strutture fortificate importanti e anche poderose.
 
Il Monte Orsa e Il Monte Pravello con una serie di camminamenti, trincee, ricoveri, batterie in caverna per cannoni da 149 e postazioni sempre in caverna per mitragliatrici, tutto perfettamente adattato al terreno dove sfrutta magistralmente la disposizione della roccia e l'andamento della cresta.
 
Panorama favoloso sul Lago di Lugano. Giornata spettacolare, dove il blu vince su tutto.

Ottima giornata, dove si è potuto conoscere e notare la particolarità nella costruzione della trincea, che segue molto bene la linea del monte sfruttandone a pieno le caratteristiche. Molto si può capire dalle molte foto fatte, anche delle parti interne che in buona parte costituivano ricoveri o depositi di munizioni.

Le foto

Punta Linke

Agosto 2015, approfittando di una vacanza in Trentino alcuni componenti del gruppo (Marta, Luigi, Maurizio) nella zona di Peio sono saliti prima al monte Vioz e da li alla vicina Punta Linke dove si trova l'omonimo museo all'aperto. Qui era presente un volontario di un'associazione locale che fa opera di manutenzione al museo ed offre una visita guidata all'interno del piccolo e stretto baraccamento rimasto.
L'escursione è partita da Peio Fonti da dove con telecabina ed una seggiovia si è arrivati al rifugio Doss de Cembri (m.2313) da dove parte il sentiero che porta al rifugio Vioz (m.3535) lungo un bellissimo sentiero in un ambiente selvaggio e con grandi panorami.
Dal rifugio a cima Vioz si arriva in poco meno di 20'; si prosegue in direzione opposta a quella di salita lungo un crinale per successivamente scendere sul pianoro del ghiacciaio, attraversandolo passando accanto ad alcuni pali, fino a giungere alle indicazioni del museo. Si aggira brevemente una parta rocciosa e si arriva all'ingresso del museo.
La parte visitabile non è grande ma molto suggestiva e particolare, e rende benissimo come era la vita (?) dei militari che dovevano restarne all'interno; già la situazione era drammatica, in più la quota e le condizioni climatiche potevano essere spesso tremende.
Dopo l'ingresso, si percorre uno stretto e freddo (ad agosto) corridoio con le pareti coperte di ghiaccio, per accedere ad una piccola stanza dove si trova quanto resta di una parte che permetteva alla teleferica di funzionare. Sono stati recuperati diversi oggetti ed anche le istruzioni per il funzionamento del motore che faceva lavorare la teleferica; interessante la visita e le indicazioni avute dal volontario di un'associazione che si occupa di mantenere e fare conoscere questo particolare museo.

Le foto

Il link su Punta Linke, sul sito del rifugio Vioz apri

Museo Batteria Mameli

Interessante e bella visita al Museo della Batteria Costiera Mameli che si trova sulle alture del quartiere genovese di Pegli, in via Modugno. Gestito da un gruppo di volontari, ha diversi pezzi risalenti fino alla 1a Guerra Mondiale ed unisce bene la parte esterna con quellla interna dove sono mostrati i tanti oggetti storici.

Il Museo è aperto al pubblico ogni sabato e domenica a partire dalle 14.30; altre notizie sull'attività sono pubblicate sulla pagina pubblica di facebook a questo indirizzo